Laguna di Caleri

Situata tra l'Adige il Po di Levante, occupa una superficie di 1.000 ettari cui se ne aggiungono oltre 3.000 di aree vallive. E' in comunicazione con il mare Adriatiatico mediante la bocca di porto Caleri, larga circa 200 metri attraverso al quale avviene l'80% dei ricambi idrici. A sud comunica con la laguna di Vallona mediante la bocca Pozzatini, ampliata con uno specifico intervento a circa 60 metri, attraverso la quale avviene il 20 % dei ricambi idrici. Le principali attività economiche sono la piscicoltura nelle valli e l'allevamento di vongole nella laguna vera e propria.

La progettazione e l'esecuzione degli interventi nella laguna di Caleri hanno rivestito nei primi anni 90 un carattere di assoluta priorità ed urgenza. La presenza di un maggior numero di valli da pesca ( 10 ), le pessime condizioni ambientali e anche le conseguenze negative che ormai interessavano importanti centri turistico balneari ( Albarella, Rosolina Mare ) hanno giustificato questa scelta. Alla fine degli anni 80 la laguna soggiaceva a un disastroso stato di eutrofizzazione che, oltre ai danni biologici, ha provocato la moria di un enorme quantità di vongole e danni complessivi valutabili in alcuni miliardi di lire.

Il progetto realizzato consisteva essenzialmente: nel drenaggio di canali sublagunari e nella costruzioni di barene; nell'ampliamento della bocca Pizzatini e nella costruzione di un manufatto per la regolazione della marea alla bocca stessa. I lavori iniziati nell'autunno del 1991, si sono conclusi entro l'estate del 1995. Sono state ricostruite cinque barene per circa 180 ha, reimpiegando i sedimenti ricavati dallo scavo dei canali. I sedimento sono stati fatti refluire all'interno di una conterminazione che delimita il perimetro di ciascuna nuova barena.

Per accelerare l'inserimento naturale delle barene nell'ambiente circostante sono stati eseguiti interventi volti a ricrearne la vegetazione tipica, costituita da piante in grado di sopravvivere in un habitat umido ma povero di acqua dolce, indispensabile per le attività biologiche e fisiologiche dei vegetali. Tra le specie vegetali piantumate i risultati sono stati ottenuti con la Spartina maritima, la Puccinellia palustris e l'Aster Tripolium che si sono sviluppate assieme a piante di Salicornia e di Suaeda maritima, sorte invece spontaneamente. E' stato, inoltre, realizzato un trapianto di fanerogame marine che era inserito tra gli interventi sperimentali progettati. Ciò si è dimostrato importante soprattutto perché, a lavori appena ultimati, le radici delle piante, penetrando in profondità, hanno reso più compatto il terreno e più resistente la barena.

Terminati i "lavori PIM" ( Programmi Integrati Mediterranei ) occorre:

  • completare il dragaggio dei canali sublagunari;
  • consolidare e stabilizzare la bocca di Porto Caleri;
  • trasformare una delle cinque campate fisse del ponte Pozzatini in campata mobile.

La realizzazione del collegamento con il fiume Adige, da realizzarsi in fase successiva rispetto ai lavori di vivificazione, non ha sono valenza ambientale (miglioramento della biodiversità per le zone di transizione fra acqua dolce e salata), ma rappresenta anche un fondamentale passaggio per la navigabilità litoranea ed interlagunare.

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