Laguna di Vallona

Situata tra l'isola di Albarella e il Po di Maistra, hanno superfici di 1.150 ettari. Lungo il perimetro sono situate nove valli ada pesca con un'estensione totale di circa 3.700 ha. E' in comunicazione sia con la laguna di Caleri, attraverso la piccola laguna "Marinetta" e la bocca Pozzatini, sia, soprattutto, con il mare mediante la bocca del Po di Levante, all'estremità nord della laguna, ampia 150 m, e la cosiddetta "Bocchetta" a sud, ampia soltanto 40 m. Attraverso le bocche transitano, in media, rispettivamente, 450 e 55 m3 di marea al secondo.

Tra di esse si estende, secondo la direttrice nord-ovest / sud-est, un unico sottile cordone litoraneo, a rinforzo del quale erano già stati eseguiti, tra il 1981 e il 1983, significativi interventi da parte del Centro Operativo Veneto per la Navigazione Interna. La laguna di Vallona, la cui principale risorsa produttiva è rappresentata dalla coltura delle vongole, risente maggiormente gli effetti delle portate fluviali. In essa, infatti, sfocia direttamente il Po di Levante, che un canale collega con la bocca di porto omonima, mentre il mare, a poche centinaia di metri dal "Bocchetta", si trova la foce del Po di Maistra. Entrambi, ma soprattutto il primo, esercitano una notevole influenza sia per quanto riguarda il regime idraulico lagunare che, in relazione all'apporto di sedimenti, alla qualità dell'acqua e dei sedimenti stessi.

A questo proposito, comunque, va rilevato che il Po di Levante è, in pratica, un grande collettore di bonifica in cui non vi sono scariche industriali o fognari rilevanti. Anche i lavori proposti nel progetto per la vivificazione della laguna di Vallona sono consistiti in interventi per la costruzione della rete di canali (12) e la formazione di 4 barene per una superficie totale di 55 ha circa. Uno dei canali taglia la penisola Santa Margherita che rappresentava un ostacolo alla propagazione della marea e ai ricambi idrici nella parte meridionale della laguna.

Il materiale utilizzato per la realizzazione delle barene è stato versato all'interno di un con terminazione in pali di legno infissi a circa 40 cm di distanza l'uno dall'altro, collegati esternametne con filagne di legno e internamente con tavole alle quali viene fissato un geotessuto con funzioni di filtro. Nella parte meridionale del litorale è stato ampliato il cordone litoraneo(Scanno Cavallari) a ridosso della scogliera che rappresenta, in quel punto, l'unico diaframma tra l'Adriatico e la laguna. Proprio qui si sono verificate le più gravi rotte durante le mareggiate nell'inverno del 1987. I lavori sono stati eseguiti in base alle metodologie già usate per rinforzare il litorale della laguna di Barbamarco.

Per la "Bocchetta" è stato realizzato un sistema a porte vinciane per la regolazione della marea analogo a quello progettato per la laguna di Caleri e con le medesime finalità: attivare una circolazione secondaria della marea durante la fase di reflusso. Allo stesso scopo, è stato dotato di porte vinciane anche il nuovo manufatto sul canale che attraversa la penisola Santa Margherita. I lavori avviati nel febbraio 1995, si sono conclusi nel 1998 , realizzando sostanzialmente le proposte progettuali.

Dopo la realizzazione dei "lavori PIM" il riassetto idraulico ambientale della laguna di Vallona va completato con i seguenti interventi:

  • Opere di adeguamento del manufatto Bocchetta e dei canali di collegamento con il mare e il Po di Maistra;
  • Razionalizzazione del sistema vallivo lagnare per l'apporto di acqua dolce e per lo scarico di acqua valliva.

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