Laguna del Canarin

L'iniziativa di ricreare le condizioni per lo sviluppo dell'acquacoltura nella Sacca del Canarin riveste grande importanza per la valorizzazioni economica del delta del Po. L'area era infatti, nel recente passato, particolarmente vocata alla produzione di vongole veraci e in generale all'attività di acquicoltura e di pesca, condizionata purtroppo negli ultimi anno dalle condizioni di scadente salubrità delle acque interne.

La laguna del Canarin è stato l'ambiente maggiormente studiato, a partire dagli anni 70, in relazione alla costruzione della Centrale termoelettrica di Polesine Camerini. La laguna, costituita da un corpo idrico limitato a nord dal Po di Scirocco e a sud dalla Busa di Bastimento, negli anni 70 presentava due aperture a mare poste nelle vicinanze delle foci dei due corsi d'acqua e una canalizzazione interna ben definita. Progressivamente la bocca sud ha iniziato a interrarsi anche in relazione dell'interramento della Busa di Bastimento.

Con la chiusura di tale zona scambio ( avvenuta all'inizio degli anni 80) tutta la parte sud della laguna ha iniziato a modificarsi. Si è progressivamente ridotta la circolazione idrica e, non essendovi gli adeguati sfoghi, il bacino sud ha iniziato a comportarsi quale "cassa di espansione" per la marea entrante dalla bocca nord. I fondali, una volta sabbiosi, si sono progressivamente coperti da uno strato di argilla fine e limo, innalzandosi e spopolandosi delle principali forme di vita benthonica. Nei periodi estivi ed invernali si sono ripetuti i tipici fenomeni di squilibrio biologico e ambientale con anossie prolungate e devastanti.

Il progetto generale, prevede l'adeguamento idraulico e la stabilizzazione della bocca nord, realizzati tra il 2005 e il 2007 con i fondi del programma CIPE, e la riapertura idraulica della bocca sud in prossimità della foce della Busa di Bastimento. Va vista positivamente la possibile riattivazione del canale di adduzione che pone in comunicazione la Centrale elettrica di Polesine Camerini con la laguna del Canarin. Tale riattivazione, posta in concomitanza con i flussi di marea, consentirà di aumentare ulteriormente la portata dovuta alla marea stessa. Va quindi valutata l'opportunità di trovare un accordo con l'ENEL per il prelievo dalla Sacca del Canarin dell'acqua di raffreddamento dei gruppi termici dell'impianto, attualmente prelevata dal Po.

A questo riguardo, se si riuscirà a superare i vincoli imposti dall'attuale normativa, non va sottovalutata l'idea che una parte delle acque di raffreddamento della Centrale, a temperatura più elevata, possa essere introdotto in specchi limitati della laguna per favorire, durante i mesi invernale, l'acquacoltura. Le opere di vivificazione interna prevedono il drenaggio di una rete di canali principali e secondari, iniziato nei primi mesi del 2009 con fondi regionale di gestione lagune. Il materiale scavato (fango nello strato superficiale, sabbia in quello più profondo) viene utilizzato per la formazione di barene e velme e, nel caso della sabbia, per la formazione del letto di allevamento delle vongole. Per la realizzazione delle barene, la tipologia di intervento è del tutto analoga a quella già sperimentata con successo nelle lagune nord, con alcune migliorie determinate da quelle esperienze.

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