DELTARTE - LUOGHI COMUNI, STORIE DI CONFINE

  

 

 

 

 
 
 
LUOGHI COMUNI || STORIE DI CONFINE

 

 

 24 maggio- 29 settembre 2013

Museo Regionale della Bonifica di Ca’ Vendramin

A cura di Melania Ruggini

In collaborazione con Centro Studi Agnese Baggio

 

COMUNICATO STAMPA

E’ stata inaugurata il 24 maggio scorso la mostra collettiva Luoghi comuni, storie di confine, visitabile fino al 29 settembre nella splendida cornice del Museo Regionale della Bonifica di Ca’ Vendramin, tutti i giorni tranne il lunedì.

Curato da Melania Ruggini, ideatrice dell’intera manifestazione DeltArte, il percorso espositivo si sviluppa in un articolato racconto di viaggio che coinvolge 10 giovanissimi artisti insieme al maestro Alberto Biasi, tutti invitati a raccontare al pubblico i singoli, personali “luoghi comuni” sul Delta del Po che diventano vere e proprie “storie di confine”. Sovente associato ai concetti di divisione e separazione, la natura e la storia delle comunità umane insegnano che il confine è in realtà luogo comune, ossia un territorio di condivisione di esperienze, che ha spesso consentito l’avanzamento del limite naturale ed umano.

Seguendo tale metodologia, nei luoghi prescelti dagli artisti di DeltArte le opere trovano la loro naturale collocazione sulla base del rispetto dell’ambiente, della storia e delle tradizioni sociali e culturali, traendone nuovi stimoli artistici, inediti significati e ulteriori fonti di documentazione per la ricerca sul presente, la tutela e la valorizzazione.

 

In mostra le opere di Pablo Chiereghin, Disan Danilov, Hannah Gauntlett, Sandra Miranda Pattin, Luca Lumaca, Emmanuele Panzarini, Hitness, Giorgia Severi & Giovanni Lami, Michele Tommasini, affiancati da un maestro di consolidata fama internazionale quale Alberto Biasi.

I luoghi comuni – allo sguardo e al pensiero collettivo- sono il punto di partenza nonché lo strumento di indagine degli artisti di DeltArte per narrare alcune significative storie di confine, siano esse autobiografiche o spersonalizzanti, come quelle raccontate dall’artista russo Disan Danilov, che ha vissuto per una decina d’anni sul Delta del Po e ha identificato alcune interessanti analogie con il suo Paese d’origine. O come la millenaria storia di Adria che Pablo Chiereghin suole raccontare all’estero per instaurare nuove relazioni sociali; la terra d’origine e i luoghi comuni ad essa collegati possono stimolare l’aggregazione e rompere il ghiaccio.
Tuttavia in questa mostra le storie di confine non investono soltanto l’uomo e la società di appartenenza, poiché coinvolgono in larga parte anche la natura e i suoi delicati equilibri ambientali, come si evince dall’installazione di Giorgia Severi & Giovanni Lami, che hanno riprodotto in scala microambientale il paesaggio sonoro e visivo preesistente l’avvento dell’idrovora.

 

Emmanuele Panzarini ha letteralmente vivisezionato, mediante un medium tecnologico e inflazionato come google map, un luogo comune al Delta e che sicuramente pochi conoscono, lo scanno, deposito sommerso di sabbia e detriti che si forma per azione delle correnti alla foce del fiume. Il simbolo del costante lavorio dell’ambiente, estrapolato dal proprio contesto, neutralizzato e concettualizzato attraverso l’ingigantimento del simbolo, appare nella forma di una briccola, altro segnale comune alle lagune, indicante il limite tra un canale navigabile e la secca.

La specialità di Sandra Miranda Pattin è la performance e Il suo principale interesse è il corpo come territorio di trasformazione dove l’invisibile prende forma e abbandona lo stato astratto in cui abita la mente. Attraverso le azioni, Miranda Pattin cerca di provare che la “forza nasce dalla fragilità. I fili invisibili che legano le persone vengono resi fisici, vengono vulnerati, evidenziati, decostruiti, burlati per poi essere accettati, giungendo così alla comprensione profonda e reale del quotidiano intrecciarsi del nostro percorso alla ricerca di un’identità e di un senso di appartenenza. Per DeltArte ha creato due disegni di luce, realizzati con la tecnica del traforo, quale omaggio alla civiltà contadina del Delta. Nella fotografia in mostra la performance diventa il mezzo per eccellenza di superamento del confine. In questa direzione, anche le resistenze geografiche e culturali di taluni territori del Delta del Po possono intendersi quale ideale punto di incontro e di confronto per una nuova avventura artistica.


Il video di Luca Lumaca I nostri corpi celesti è un affresco creato in animazione della società contemporanea; una successione apparentemente slegata di scene di consumismo, guerra, rivolta, degrado, che evidenzia tempi cupi. Un blob di eventi vissuti da spettatori e che grazie all’informazione dei mass media sono sotto gli occhi di tutti quotidianamente, tanto che ormai se ne è assuefatti. Bianco e nero disegnano una realtà contemporanea popolata da ombre, mentre la tecnica dell’animazione si incentra sulle sagome che si creano per effetto della luce; che sia quella solare che si espande in un cielo di giorno, oppure quella artificiale di uno studio televisivo o del faro di una volante della polizia nella notte, poco importa. Il video è stato volutamente creato in linea con la poetica dei testi del musicista Vasco Brondi, fatti di un’attualità disarmante di cieli grigi da fumo di ciminiere e del vivere a ridosso di zone industriali nella periferia globalizzata identica ormai a tutte le longitudini e latitudini.

 

Le incisioni di Hitnes raccontano un microuniverso visto con la lente d’ingrandimento, in cui la natura regna incontrastata secondo le proprie regole. Artista italiano famoso per i lavori di street art, nelle incisioni dimostra la bravura ad usare qualsiasi medium, spaziando dalle opere monumentali come I fenicotteri della torre piezometrica di Rosolina Mare creati per DeltArte, alle dimensioni minimaliste delle incisioni. L’artista da sempre sviluppa la sua ricerca e la sua metodologia pittorica attraverso il ritorno ad una figurazione naturalistica costellata di animali, reali e fantastici.

 

L’intervento audio-visual di Michele Tommasini & Oscar Accorsi dal titolo River incanala la percezione collettiva nei stretti confini del fiume, visualizzate mediante le sponde del corso del fiume Po, presentando un’immagine resa satura dal progresso e dal sopravvento dell’uomo sul fiume, che può trasformarsi in conflitto e degrado. L’interrogativo del video riguarda la possibilità di una pacifica convivenza tra il fiume e il suo corso con il corso dell’uomo, rappresentato dalla storia della civiltà.

 

Rimanendo in tema sociale, Hannah Gauntlett espone al Museo di Ca’ Vendramin un’opera fotografica della serie Urban Silence. Per questo progetto l’artista inglese rappresenta una nuova e profonda riflessione sul tema della comunicazione nella contemporanea realtà urbana, dal mondo silenzioso degli ampi spazi al lento fluire della gente per le strade.  È uno spazio percepito e vissuto, in cui la dimensione del ricordo, del viaggio, della natura, della realtà personale dell'artista si intreccia con la dimensione culturale e sociale del “paesaggio” creato dal uomo e il “paesaggio” creato dalla natura.

 

Chiude la mostra Alberto Biasi, il mentore per questi giovani artisti, maestro di fama consolidata a livello mondiale, partecipe in prima persona a numerose iniziative di sperimentazione artistica, soprattutto in età giovanile, nel pieno degli anni ’60. In particolare il suo nome è legato alla stagione di massima popolarità dell’arte ottico- cinetica, grazie alle sue creazioni artistiche costruite sulla base di precise illusioni ottiche. I suoi quadri presentano in genere superfici che cambiano aspetto a seconda del punto di vista dando la sensazione illusoria del movimento, in questo caso raccontando il progressivo cambiamento dei confini naturali e umani a seconda dell’avvicendarsi del tempo e in rapporto alle condizioni spaziali.

 

Si ringraziano:

Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo Amministrazione Provinciale di Rovigo, Comune di Rosolina, Fondazione Ca’ Vendramin, Comune di Ariano nel Polesine, Aqua, Gruppo Astrofili Polesani, Il Ponte del Sale

 

Con il patrocinio di: Provincia di Rovigo, Comune di Adria, Ariano nel Polesine, Comune di Corbola, Comune di Loreo, Comune di Papozze, Comune di Porto Viro, Comune di Porto Tolle,  Comune di Rosolina, Comune di Taglio di Po, Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, Fondazione Ca' Vendramin 

 

 

Museo Regionale della Bonifica di Ca’ Vendramin

Via Veneto, 38 Loc. Taglio di Po (RO)
Tel. e Fax: 0426 81219
Orari 9.30-12.30; 15.00-18.00. Chiuso il lunedì

Biglietto intero € 2
Biglietto ridotto € 1 da applicarsi ai gruppi composti da almeno 20 persone, alle persone che abbiano compiuto il 65° anno di età, ai minori di 18 anni;
Biglietto gratuito da applicarsi ai bambini di età inferiore ai 12 anni (se accompagnati dai genitori), ai giornalisti, ai portatori di handicap e loro accompagnatori, ai militari in divisa di ordinanza, alle guide turistiche e naturalistiche;
Biglietto ridotto per scuole € 2 da applicarsi ai gruppi scolastici di ogni ordine e grado qualora da queste sia richiesto il servizio di visita guidata al Museo.
Biglietto integrato € 3: visita del Museo della Bonifica Ca’ Vendramin e delle idrovore del progetto Ecosite nel comune di Porto Viro

Segreteria Organizzativa

Tel. 349 2595271 Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. "> Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 www.deltarte.com

 

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