Archivio storico

L’inventario dell’archivio della bonifica dell’Isola di Ariano rappresenta la parte più importante e storicamente più significativa dell’intero archivio del Consorzio di bonifica Delta Po Adige. Per dare giusta cornice all’operazione archivistica curata da Ivana Biasi, con il sostegno ed i consigli di Dora Testa della Sovrintendenza ai Beni Archivistici del Veneto, l’Amministrazione consorziale ha voluto realizzare l’”Inventario della Bonifica ( 1884-1916 )” del Consorzio agli Scoli dell’Isola di Ariano in una forma libraria adeguata.

L’operazione di riordino degli archivi del Consorzio acquista un significato del tutto particolare, in quanto la relativa documentazione è conservata nel luogo simbolo della bonifica del delta del Po: l’idrovora-museo di Ca’ Vendramin emblematicamente riportata sulla stessa copertina dell’inventario. Il Consorzio ha voluto x evidenziare, con un importante contributo allo studio della storia locale, la vocazione dell’idrovora-museo di Ca’ Vendramin: essere sede di iniziative culturali fatte di memorie, di studi e ricerche per la valorizzazione del patrimonio storico di un territorio unico nel panorama nazionale. L’accesso del pubblico ai locali per la visita dell’idrovora-museo, per la consultazione dell’archivio e della biblioteca storica e alle sale intitolate ai bonificatori dell’Isola di Ariano, potrà avvenire con il rispetto che il luogo merita.

Questo simbolo della bonifica contiene finalemte le sue memorie fatte di fabbricati, di macchinari e di attrezzature, ma anche di documenti, di immagini e di testimonianze da consegnare alle generazioni attuali e future del Delta, che qui trovano la loro origine storica e culturale. Proprio le carte che hanno accompagnato il progetto e la costruzione delle idrovore, soprattutto quelle di Antonio Zecchettin, il grande ingegnere della bonifica dell’Isola di Ariano, trovano posto in quello che è stato il sito principale della bonifica stessa avvenuta un secolo fa. E così i documenti prodotti dallo stesso ing. Zecchettin ritornano nelle stanze che lo hanno ospitato subito dopo la conclusione dei lavori e l’avvio della bonifica.

Il sistema delle antiche idrovore

Con le finalità museali della Fondazione Ca' Vendramin e con l'intento di far conoscere più nel dettaglio le antiche strutture della bonifica idraulica utilizzate per l'affrancamento delle aree deltizie all'insediamento umano e produttivo del delta del Po, la fondazione ha realizzato il percorso delle antiche idrovore: Idrovora Chiavica Emissaria, Idrovora Sadocca e annessi magazzino ed abitazione, Idrovora Chiavichetta, Idrovora Ca' Giustinian ed annessa abitazione.

Il percorso passa attraverso il Museo Regionale Ca' Vendramin e si può percorrere a piedi, in bicicletta, in macchina e con imbarcazioni da diporto, essendo le idrovore collegate da strade, da un sentiero ciclabile e da una via d'acqua.

Percorso museale

1. MAGAZZINO CARBONE A

E’ stato costruito negli anni ’30 unitamente all’altro fabbricato B, con il quale è disposto, in allineamento con la ciminiera, simmetricamente rispetto all’asse del complesso idrovoro. I paramenti murari in esterno sono in mattoni faccia a vista e vengono ritmati da lesene essenziali che ripartiscono la successione ordinata delle finestrature. La copertura a due falde è in coppi e si raccorda alle pareti con un cornicione a dentelli. Adibito in origine a deposito del carbone combustibile da bruciare nelle caldaie per la produzione del vapore, ospitava al suo interno una forgia per la lavorazione del ferro nelle normali manutenzioni dell’impianto. Prima del restauro l’interno del fabbricato è stato liberato dagli imballi di sacchi di juta e di torce in cera, materiali da usare in occasione delle emergenze di piena dei rami del Po e dei principali canali di bonifica del bacino. Lo spazio attuale mostra l’equilibrio dei suoi rapporti dimensionali e la pregevolezza della semplicità costruttiva nell’uso del cotto per l’involucro e del legno delle capriate. Nella nuova funzione museale il fabbricato A è adibito a centro di accoglienza informativo didattico ed è il punto di ricezione, essendo ubicato in prossimità dell’ingresso dell’area.

2. CIMINIERA

E’ stato il segnale “alto” dell’impianto idrovoro Ca’ Vendramin e lo è ora del nuovo Museo Regionale della Bonifica.
Convogliava in atmosfera i prodotti gassosi della combustione del carbone che avveniva nelle caldaie alle quali è collegata tramite condotti sotterranei.
L’intervento di restauro che ha riguardato la ripresa di alcune fessurazioni, la sua cerniera tura resasi necessaria per motivi statici e la ripulitura e verniciatura delle parti in ferro con cui è stata realizzata la scaletta esterna di servizio e la relativa protezione. Il rispetto del significativo manufatto impone la sua integrale conservazione.

3. SALA CONVEGNI ANTONIO ZECCHETTIN

Costituisce l’ambiente di maggiore superficie di tutto il complesso idrovoro, nonostante, a seguito della realizzazione della cabina elettrica, ne sia stata ridotta la dimensione ed alterata la forma rettangolare. Accessibile dall’esterno attraverso il portone centrale e collegata all’officina meccanica, alla sala macchine idrovore, alla cabina elettrica e al locale attrezzi, ospitava originariamente 12 caldaie tipo Cornovaglia, della casa Langen e Wolf di Milano, sostituite nel 1921 da caldaie Franco Tosi di Legnano di cui oggi sono presenti tre esemplari. Qui veniva prodotto il vapore per il movimento delle macchine destinate al sollevamento dell’acqua dal bacino di arrivo al bacino di scarico. Oggi la sala caldaie viene destinata a sala mostre e convegni, potendo ospitare al suo interno circa duecento persone. È intitolata all’ing. Antonio Zecchettin, progettista e direttore dei lavori della bonifica dell’Isola di Ariano,comprendente anche la costruzione dell’idrovora Ca’ Vendramin.

4. SALA MACCHINE

Il progetto principale della bonifica dell’Isola di Ariano, che comprendeva anche la costruzione del fabbricato idrovoro, fu redatto alla fine del 1800 dal Genio Civile di Rovigo e poi adeguato dall’ingegnere consorziale Antonio Zecchettin. Costituiva il cuore dell’impianto idrovoro, ospita ancora i meccanismi principali per il sollevamento dell’acqua dal bacino di arrivo al bacino di scarico e comprende quattro pompe, altrettante motrici a vapore accoppiate alle stesse, i relativi regolatori a contrappeso variabile nonché “pompe del vuoto” per l’avvio degli apparati di sollevamento. L’importanza della costruzione può essere notata dalle sottolineature di alcune sue parti con elementi decorativi di gusto eclettico tipici dell’epoca e da altre realizzazioni di archeologia industriale. Un particolare del rilievo riconosciuto all’opera viene offerto dalla riquadratura del soffitto dall’elegante disegno e dalle tenui tonalità cromatiche. Nella nuova funzione museale la sala viene adibita a mostra delle macchine idrovore e si collega alla parte meridionale del complesso, il centro Studi, tramite la biblioteca di prossima realizzazione.

5. MAGAZZINO ATTREZZI

Durante il funzionamento dell’idrovora il locale era destinato a magazzino attrezzi necessari per la gestione e la manutenzione dell’impianto. Successivamente, dal 1969 sino alla fine degli anni ’80 fu utilizzato come ricovero di mezzi d’opera consorziali. Nella nuova funzione museale, il locale è destinato ad ospitare la biblioteca del Museo Regionale della Bonifica, che troverà posto su di un soppalco in legno accessibile attraverso una scala in ferro nella posizione indicata nel disegno qui riprodotto.

6. CORTILE INTERNO

E’ uno spazio “esterno” che collegava le abitazioni degli idrovoristi con l’idrovora. Negli anni ’30 fu costruito un locale caldaia a servizio delle suddette abitazioni che fu demolito agli inizi (primi anni ’90) della sistemazione a museo del complesso idrovoro.Ora costituisce uno spazio per collegare gli uffici della Fondazione Ca‘ Vendramin, la casa del custode e l’archivio storico con il Museo Regionale della Bonifica vero e proprio. Può altresì essere utilizzato come appendice “esterna” alle adiacenti sale per esposizioni.

7. CASA D'ABITAZIONE DEGLI IDROVORISTI: ARCHIVIO STORICO E SALA ESPOSIZIONI

Il complesso in questione era in origine occupato, come tutto l’edificio posto a sud dell’idrovora, dalle abitazioni degli idrovoristi addetti al funzionamento dell’impianto. Successivamente al 1969 (data di dismissione dell’idrovora) i locali furono occupati dal personale consorziale addetto alla manutenzione delle opere di bonifica del Consorzio. Nei primi anni 2000 la parte ovest del fabbricato è stata adeguatamente sistemata per accogliere l’archivio storico del Consorzio di bonifica dell’Isola di Ariano sistemato secondo le norme vigenti in materia. Raccoglie la documentazione amministrativa e i disegni progettuali successivi al progetto generale della bonifica dell’Isola di Ariano (fine ‘800), nonché alcuni documenti precedenti a tale periodo. Purtroppo molti di essi andarono distrutti in un incendio dell’archivio del Consorzio nel 1883. Il primo piano è destinato ad accogliere mostre ed esposizioni.

8. CASA D'ABITAZIONE DEGLI IDROVORISTI: CASA CUSTODE

I locali in questione costituivano le abitazioni dei macchinisti dell’idrovora Ca’ Vendramin (fino al 1969) e poi del personale addetto alla manutenzione delle opere di bonifica fino agli anni ’90. Oggi è destinata a casa del custode. E’ costituita da 6 vani, 3 al piano terra e 3 al 1° piano, oltre ai servizi. Non è la destinazione definitiva della casa del custode, prevista nel progetto generale negli spazi dell’attuale parcheggio.

9. CASA D'ABITAZIONE DEGLI IDROVORISTI: UFFICI DELLA FONDAZIONE CA' VENDRAMIN

Gli uffici della Fondazione Ca’ Vendramin sono collocati nell’ala est del complesso abitativo che era destinato fin dall’origine (anno 1900) agli idrovoristi impegnati nel funzionamento dell’impianto idrovoro. Dal 1969 sino agli anni ’90 i locali furono abitazioni del personale consorziale addetto alla manutenzione delle opere di bonifica. Oggi sono adibiti ad uffici: i locali, più i servizi, sono tutti al piano terra dove si svolge l’attività della Fondazione Ca’ Vendramin, le riunioni degli organi amministrativi e tecnici della stessa Fondazione.

10. SALA ALTERNATORE

Questo locale, dove sono presenti i servizi e la centrale termica, fin dall’avvio dell’idrovora ospitava una turbina motrice che serviva a far funzionare un alternatore trifase per la produzione di energia elettrica che veniva trasmessa a distanza per il funzionamento delle idrovore “secondarie” Argana e Cappellona poste a circa 5 Km dall’impianto principale Cà Vendramin. Fu il primo esempio in Italia di produzione di energia elettrica destinata al funzionamento di idrovore prodotta da caldaie a vapore.

11. CABINA ELETTRICA

A seguito dell’avvento dell’elettricità, nel 1921, anche l’impianto idrovoro Ca’ Vendramin subì modifiche di rilievo con l’utilizzazione di questa nuova e più conveniente forma d’energia. Si rese allora necessaria la realizzazione di una cabina elettrica che ha trovato spazio nell’angolo nord-ovest del corpo principale del complesso, in prossimità del bacino d’arrivo. La dotazione della cabina comprende trasformatori elettrici e quadri elettrici che sono ancora visibili dall’ingresso della sala caldaie. Le più aggiornate normative in materia hanno comportato la collocazione di una nuova cabina elettrica al piano superiore di questo locale, che viene adibito nell’intervento di restauro da idrovora a museo (per quanto è limitato al piano terra) a mostra delle apparecchiature elettriche.

12. OFFICINA MECCANICA

Questo ambiente fa parte del corpo principale del complesso idrovoro ed è ubicato in prossimità dell’accesso all’area, direttamente collegata con l’esterno e con l’attigua sala caldaie. L’officina è tuttora dotata di un banco di aggiustaggio, di macchine utensili tornitrici e molatrici i cui movimenti vengono derivati dal motore elettrico a mezzo di trasmissione a cinghie e pulegge. Nella nuova destinazione ne viene prevista la conservazione, il mantenimento degli attuali impianti macchinari ed attrezzature e l’aumento delle dotazioni con altri di provenienza dalle idrovore presenti nell’area del delta del Po.

13. MAGAZZINO ATTREZZI: SALA AUDIOVISIVI

Originariamente, prima della costruzione della cabina elettrica, che ne ha ridotto le dimensioni, doveva avere una superficie uguale alla simmetrica officina meccanica. E’ aperta all’esterno tramite il terzo portone del prospetto principale e comunica oltre che con la stessa cabina elettrica anche con la sala caldaie. Era adibita a magazzino attrezzi e, a seguito di un precedente intervento di manutenzione straordinaria, viene oggi mantenuta nello stato modificato ed è destinata a sala audiovisivi e polifunzionale.

14. MAGAZZINO CARBONE B

E’ stato costruito negli anni ’30 unitamente all’altro fabbricato A, prossimo all’ingresso all’area con il quale è disposto, in allineamento con la ciminiera, simmetricamente rispetto all’asse del complesso idrovoro. I paramenti murari in esterno sono in mattoni a faccia a vista e vengono ritmati da lesene essenziali che ripartiscono la successione ordinata delle finestrature. La copertura a due falde è in coppi e si raccorda alle pareti con un cornicione a dentelli. Era adibito a magazzino carbone. Lo spazio attuale, limitato da alcune tramezzature è stato ripartito in tre volumi finalizzati alle esigenze della nuova funzione museale. Il primo di tali volumi viene adibito a bar, a sala ristoro (capace di 50 coperti) e bookshop; nel secondo volume trovano collocazione i servizi igienici e il passaggio all’ultimo volume destinato ad ospitare la cucina.

Questo sito utilizza cookies per la sua funzionalità. Utilizzandolo accetti che vengano scaricati sul tuo apparecchio.

Leggi la privacy policy

Leggi la direttiva europea sulla e-privacy

Hai rifiutato i Cookie. Questa decisione può essere cambiata.

You have allowed cookies to be placed on your computer. This decision can be reversed.